Uomo con gli occhiali cornice nera

Trapianto di capelli a Roma

Vorrei in queste poche righe far partecipare il paziente al mio entusiasmo, che è cresciuto gradualmente per la chirurgia della calvizie. I primi contatti li ebbi grazie al Dr. H.Radwansky mio Professore nella epoca della specializzazione a Rio de Janeiro in chirurgia plastica, nella prestigiosa scuola del Prof. I.Pitanguy; con lui, trattammo casi secondari di lifting facciali, che per trazioni esagerate nella zona parietale avevano causato una sofferenza vascolare inizialmente e la caduta dei capelli stessi in secondo luogo. Trattammo inoltre casi di alopecia cicatriziale, aree di ustioni, tumori del cuoio capelluto, con successivo rinfoltimento capillare, e casi di trapianto di capelli artificiali che avevano causato forti problemi infiammatori e di infezione.
Bisogna essere maniaci nella precisione, avere la tecnologia adeguata e una equipe organizzata che funziona come un’orchestra che suona tutta allo stesso tempo. Le unità follicolari, una volta preparate dall’equipe, vengono posizionate dal chirurgo una ad una; il chirurgo in questa fase mostra la sua abilità, variando l’inclinazione del bisturi sottilissimo, a seconda della curvatura della nostra testa, dando quel risultato naturale, unico per ogni paziente.
Il testimoniare la gioia delle pazienti per queste piccole aree rinfoltite mi spinse ad approfondire la completa restaurazione capillare, sia negli uomini sia nelle donne, in tutte le sue tappe. Realmente i benefici che i pazienti ne traggono sono da sottolineare: penso a tutti i casi di aumento della propria sicurezza nei rapporti sociali, di coppia e nel lavoro; ricordo anche grandi miglioramenti nei casi di depressione, con riduzione a volte abolizione degli psicofarmaci.
Parlando della tecnica chirurgica, la grande differenza con il passato è stata l’introduzione dell’uso del microscopio negli anni 90 dal Dr Bobby Limmer. Oggi, infatti, chi non usa il microscopio non può garantire i risultati di cui sto parlando.
La tecnica chirurgica è divisa in due parti: la prima, in cui il chirurgo asporta la striscia di cute, nella regione nucale, con le unità follicolari. Poi l’equipe prepara, ognuno con il proprio microscopio, le unità singolarmente ed infine nella seconda parte il chirurgo definisce le modalità di inserzione dei capelli, con la giusta inclinazione a seconda delle aree della testa.
Tale tecnica consente una buona copertura e viene definita F.U.T (Follicular Unit Transplantation). Per casi selezionati possiamo ricorrere alla tecnica detta F.U.E (Folliculatr Unit Extraction). Entrambe le tecniche lasciano cicatrici, anche se di difficile visione, se condotte correttamente. Da sottolineare che i capelli trapiantati non sono soggetti alle influenze ormonali e genetiche e quindi non cadranno più.